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Archive for Giugno 2008

Riflessioni sulla produttività

Giugno 30, 2008 acravera Lascia un commento

Secondo le statistiche diffuse dall’Ocse nel ‘factbook 2008′ l’Italia risulta all’ultimo posto per la crescita della produttività del lavoro che è stata praticamente nulla («inferiore allo 0,5%») nel periodo 2001-2006. La situazione mostra miglioramenti nel 2006 (+1%) rispetto agli anni precedenti (dal -1,2% del 2002 al +0,4% del 2005), ma l’Italia resta ben al di sotto della media Ocse (+1,4%) e dell’Europa a 15 (+1,7%).

Partendo da questi dati, negli ultimi mesi non si contano gli appelli istituzionali che auspicano un deciso aumento della produttività italiana. Ne hanno parlato il nuovo Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia e il Governatore di Bankitalia Mario Draghi. La loro ricetta per far ripartire l’Italia è far crescere  la produttività. “Solo con un forte recupero di produttività sarà possibile conciliare crescita e occupazione, competitività e incremento dei salari: tutti obiettivi essenziali per il Paese” (Marcegaglia). Per la neopresidente, dunque, “occorre alleggerire il contratto nazionale per dare più spazio e risorse alla retribuzione legata all’aumento di produttività e ai risultati aziendali”.

Siamo tutti d’accordo che la produttività sia un tema centrale per il rilancio dell’economia italiana, tuttavia, non mi sembra giusto prendere queste analisi e queste ricette come oro colato, senza rifletterci un po’ sopra. Aggiungo alcuni spunti di riflessione:

  • 1) E’ dagli anni ‘70 che le retribuzioni reali crescono meno della produttività
  • 2) L’erosione del potere di acquisto delle retribuzioni ha portato ad una riduzione dei consumi di generi non di lusso (abbigliamento e alimentari)
  • 3) Negli ultimi 20 anni si è assistito ad una riduzione della quota del reddito di lavoro sul PIL a favore dei redditi da capitale e altri redditi (dal 70% degli anni ‘70 al 59% del 2002).

A partire da queste considerazioni vi invito a scaricare un bell’articolo di Henry Mintzberg intitolato: How Productivity killed American Enterprise” in cui l’autore ci spiega le conseguenze negative sulle imprese e sull’economia della rincorsa alla produttività e al paradigma dello shareholder value (che secondo Mintberg nulla ha a che fare con il vero valore di un’impresa).

Letture – La scienza della vita

Giugno 26, 2008 acravera Lascia un commento

Fritjof Capra, “La scienza della vita – Le connessioni nascoste fra la natura e gli esseri viventi”

Avevo già letto diversi testi di Capra prima di “La scienza della vita”. Pur non avendoli trovati eccezionali, ho deciso di lanciarmi nella lettura di questo testo che giaceva nella mia libreria da qualche anno. Confermo l’impressione che Capra abbia – oggi più di ieri – ben poche cose nuove da dire. La “Scienza della vita” appare in alcuni passaggi un collage di suoi vecchi scritti.  Il libro, seppur chiaro nell’esposizione è scritto (come molti altri testi di Capra) in maniera spesso prolissa e noiosa. Per i libri di questo autore secondo me vale la massima: “togliendo si aggiunge“, ovvero se invece di oltre 400 pagine ne avesse scritte 200 il libro sarebbe risultato, secondo me, migliore.

Non tutto è da buttare via però. Consiglierei la lettura di questo libro a chi volesse avvicinarsi per la prima volta al tema della complessità. Le parti più interessanti, da questo punto di vista, sono due. In primis quella in cui Capra descrive la teoria di Santiago sulla cognizione (Maturana e Varela). La sua spiegazione è molto chiara e ricca di esempi e può affascinare il lettore che non ne aveva sentito parlare in precedenza. Una seconda sezione interessante è quella in cui l’autore affronta il tema dell’ecologia e della sostenibilità, in particolare quando presenta il progetto ZERI (Zero Emissions Research and Iniatiatives), fondato dall’imprenditore Gunter Pauli nei primi anni ‘90. Prendendo la natura come proprio modello, ZERI si propone lo scopo di eliminare l’idea stessa dei rifiuti. I rifiuti organici gettati via o bruciati da un’industria contengono infatti  grandi quantità di risorse preziose per altre manifatture. ZERI aiuta le industrie ad organizzarsi in raggruppamenti ecologici, in modo tale che gli scarti di una possano essere venduti come risorsa a un’altra, con beneficio di entrambe.

Letture – Arte di ascoltare e mondi possibili

Giugno 17, 2008 acravera Lascia un commento

Marianella Sclavi, “Arte di ascoltare e mondi possibili”

Considero il libro di Marianella Sclavi uno dei migliori testi di comunicazione che ho letto. In realtà definirlo un testo che parla di comunicazione è riduttivo. L’obiettivo (raggiunto) è quello di evidenziare le dinamiche relazionali in contesti complessi. Il libro è strutturato in 3 parti: una dedicata all’ascolto attivo, una all’autoconsapevolezza emozionale e una alla gestione creativa dei conflitti. Le basi epistemologiche su cui si basa il libro sono da ricercarsi, in particolare, nelle teorie di Gregory Bateson. Pur mantenendo un taglio accademico e rigoroso, Marianella Sclavi riesce ad essere leggera, chiara e in alcuni tratti coinvolgente nella sua trattazione. Molto interessanti sono gli esercizi pratici che l’autrice consiglia per sviluppare alcune abilità e gli esempi concreti attraverso i quali illustra determinati argomenti. A mio avviso le due parti migliori del libro sono quelle in cui descrive il ruolo delle cornici interpretative (Bateson) nelle dinamiche interpersonali e i dialoghi simulati sulla gestione creativa dei conflitti. Sarebbe un errore considerare questo libro solo un trattato sull’ascolto. Rispetto ai classici libri che parlano di comunicazione ed empatia, il testo della Sclavi si sviluppa a partire dalla complessità (un tema spesso assente dai libri di comunicazione), non si limita ad enunciare qualche principio basato sulla Programmazione Neuro-Linguistica (PNL) e riesce a dare consigli pratici a tutti coloro che vogliono migliorare la loro capacità di gestire contesti relazionali complessi.

Rubrica Back to Basics di giugno

Giugno 12, 2008 acravera Lascia un commento

E’ uscito il numero di giugno de L’Impresa – Rivista Italiana di Management. Il mio articolo commenta un brano tratto da “Competitive Advantage (1985) di Machael Porter. La riflessione si incentra sulla rilettura dell’approccio strategico di Porter (in particolare lo schema delle 5 forze) alla luce della complessità. Puoi scaricare l’articolo qui: “Competere secondo logiche fuzzy – Bianco e nero addio è tempo di sfumature”.

Articolo Quaderni di Management

Giugno 6, 2008 acravera Lascia un commento

Sul numero di maggio -giugno di Quaderni di Management è apparso un mio articolo in cui sottolineo l’importanza della ridondanza (strategica e cognitiva) per affrontare la complessità.

Abstract dell’articolo:

Sin dagli albori la gestione d’impresa si è focalizzata sulla ricerca della massima efficienza e produttività ai fini competitivi. Un buon manager è quello che riusciva ad ottenere il massimo dalle proprie risorse con la maggiore efficienza possibile. Nel tempo si è quindi imposto un concetto di manager pianificatore e organizzatore che oggi tende a mostrare la corda.
I cambiamenti sociali e tecnologici avvenuti nell’ultimo quarto di secolo hanno avuto come principale ripercussione la crescita della complessità dell’ambiente competitivo. Complessità significa interconnessione tra le variabili. La globalizzazione dei processi e l’accelerazione della comunicazione fa sì che ogni azione possa avere potenzialmente impatti in qualunque parte del sistema. In questo nuovo contesto, la continua ricerca della mera efficienza può risultare pericolosa. Questo articolo cerca di illustrare il valore della ridondanza (strategica e cognitiva) per affrontare la complessità

Puoi scaricare l’articolo cliccando qui: “Accrescere la ridondanza per affrontare la complessità”.

Puoi leggere l’editoriale di Quaderni di Management in cui Giancarlo Oriani commenta il mio articolo qui: Editoriale Quaderni di Management nr. 33″.

Letture

Giugno 4, 2008 acravera Lascia un commento

Ho appena finito di leggere “Cinque chiavi per il futuro di Howard Gardner.

Curiosando tra gli scaffali della Feltrinelli di Piazza Piemonte mi ha incuriosito il titolo di questo nuovo saggio di Howard Gardner (famoso per aver proposto la teoria delle intelligenze multiple). In questo libro l’autore propone 5 diversi tipi di intelligenze indispensabili per affrontare il futuro (l’intelligenza disciplinare, quella sintetica, la creativa, la rispettosa e l’etica). Il testo si legge facilmente ed è scritto in maniera scorrevole però colpiscono da una parte una certa arroganza intellettuale di Gardner nell’esposizione delle argomentazioni (trasuda un atteggiamento del tipo “Ho la verità in tasca e ora ve la mostro“) e dall’altra l’assenza completa di riferimenti all’epistemologia della complessità e al pensiero complesso. Quella che Gardner definisce “intelligenza sintetica” ricorda da vicino il “pensiero che connette” sviluppato da Bateson, Morin e altri. Di questo però non c’è traccia nel suo libro. La parte più interessante, a mio avviso, riguarda la differenza tra gli innovatori e gli esperti (all’interno dell’intelligenza creativa) in cui ci spiega perchè i bambini prodigio raramente sono anche degli innovatori. Bella la citazione di Picasso: “Un tempo disegnavo come Raffaello. Mi è occorsa tutta la vita per imparare a disegnare come un bambino“. Complessivamente l’ho trovato una piacevole lettura, anche se meno profonda di quello che probabilmente era nelle intenzioni dell’autore.