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Archive for Luglio 2008

Newton entra nel Gruppo Sole 24 ore

Luglio 30, 2008 acravera Lascia un commento

Ieri  è stata una giornata storica. Alle 17.00 presso un notaio il Gruppo Sole 24 Ore ha formalizzato l’acquisto del 60% di Newton Management Innovation S.p.A. Abbiamo costituito la nostra società nel 2002 e dopo tanta fatica e molte soddisfazioni, abbiamo ora la possibilità di fare un ulteriore salto. Entrare a far parte del Gruppo 24 Ore aprirà a nuove relazioni, nuovi investimenti e nuove opportunità. Il gruppo dei Partner e dei consulenti di Newton resterà in blocco nella società assicurando continuità e la costante spinta all’innovazione che caratterizza la nostra società.  Da settembre inizia quindi una nuova avventura professionale.

Da domani invece iniziano le mie vacanze. Tornerò fra 3 settimane. Come d’abitudine, nelle mie vacanze estive non porterò con me nessun saggio, solo narrativa. Niente libri sulla complessità e, men che meno, niente libri di management. Probabilmente terminerò prima di partire il libro di Giampaolo Fabbris “Societing” e lo lascerò sul comodino. A settembre ve ne parlerò all’interno della rubrica Letture. Ne approfitto per ringraziare tutti quelli che hanno visitato in questi mesi il mio blog e che hanno deciso di leggere il mio libro (a proposito, fatemi sapere cosa ne pensate!).

Buone vacanze a tutti.

Letture – La teoria della complessità

Luglio 25, 2008 acravera Lascia un commento

La teoria della complessità – Reda Benkirane

Non pensate che questo libro sia un compendio sulla teoria della complessità (già il termine “teoria della complessità” usato per il titolo può essere oggetto di critica in quanto da più parti si evidenzia che non esiste alcuna “teoria”, in senso stretto, della complessità). Chi volesse avvicinarsi a questo tema per la prima rimarrebbe deluso dalla lettura di questo testo. Benkirane non spiega in cosa consiste la complessità, né cerca di sintetizzare alcuni principi di base che possono facilitare il lettore a comprendere in cosa consiste la rivoluzione della complessità. L’autore – e lo dichiara esplicitamente nell’introduzione – si limita a riportare una serie di autorevoli testimonianze di studiosi che, in campi tra loro molto diversi, hanno dato un contributo al tema della complessità. Al suo interno troviamo interviste a Morin, Prigogine, Gershenfeld, mange, Deneubourg, Steels, Langton, Varela, Goodwin, Kaufamann, Derrida, Pomeau, Ekeland, Chaitin, Barrow, Nottale, Linde e Serres.

Come si può notare non tutti i nomi sono facilmente associabili al tema della complessità. Convivono in questo libro punti di vista sul tema della complessità molto diversi, talvolta antitetici tra loro che, a mio avviso, invece di rappresentare una ricchezza per il lettore finiscono con  il confonderlo e annoiarlo. Alcuni contributi sono molto interessanti perché la forma del dialogo con gli studiosi, li obbliga a presentare le loro idee in forma più semplice e discorsiva rispetto ai loro testi. Questo è senza dubbio un vantaggio per chi si avvicina a questo tema per la prima volta. Tuttavia, la scelta degli studiosi da intervistare che Benkirane ha fatto appare perlomeno discutibile. Alcuni scienziati hanno approfondito la teoria del caos, e del caos deterministico, altri l’intelligenza artificiale, e il loro punto di vista sull’epistemologia della complessità è parziale e in parte contraddittorio. Le stesse domande che Benkirane pone ai suoi interlocutori sembrano più attente a  dimostrare la sua conoscenza della materia e delle pubblicazioni degli intervistati rispetto al supportare il lettore nella comprensione di questa affascinante materia. Un libro, in sostanza, che non ha soddisfatto le mie aspettative (forse avrei dovuto capirlo dal titolo) e che consiglio solo a chi volesse approfondire le ripercussioni della complessità (e soprattutto del caos) alla fisica, all’astronomia e all’informatica.

Letture – Wikinomics

Luglio 14, 2008 acravera Lascia un commento

Wikinomics – Don Tapscott, Antony D. Williams

Wikinomics è il libro giusto al momento giusto. Ben scritto, autorevole, ricco di esempi concreti, questo libro di Tapscott e Williams si inserisce in un momento storico in cui internet sta mutando forma e le imprese si stanno interrogando (per l’ennesima volta) su come possono cavalcare questa nuova trasformazione. Wikinomics descrive il cosiddetto mondo del Web 2.0. Al suo interno sono citati moltissimi esempi di innovazione collaborativa e di modelli di business basati sulla collettività, la collaborazione e l’organizzazione autonoma delle persone. Tra i casi presentati, vale la pena citare il network Innocentive, che raggruppa scienziati di tutto il mondo e che supporta le imprese nella risoluzione di problemi di ricerca e sviluppo sfruttando la conoscenza distribuita. Procter & Gamble è, ad esempio, una delle imprese che sta usufruendo dei servizi di Innocentive per migliorare il proprio processo di innovazione. Un altro caso interessante è quello di Marketocracy, una società di ricerca che adotta una forma di peering nella gestione di un fondo comune sfruttando l’intelligenza collettiva della comunità finanziaria. Meritocracy ha assoldato circa 70.000 trader affinché gestiscano portafogli di azioni virtuali nell’ambito di una gara in cui chi vince diventa il miglior investitore. La società indicizza i 100 top performers e le loro strategie di trading vengono emulate nella gestione di un fondo comune che raggiunge regolarmente una performance superiore a quella dell’indice S&P 500. Pur non trattandosi strettamente di un open source, è un esempio di come i modelli meritocratici e peer to peer si stiano facendo strada all’interno di un settore in cui l’opinione comune accorda la sua preferenza al consulente finanziario “superstar” che opera in perfetta solitudine. Altri due esempi di business collaborativo sono 43 Things, un social network in cui le persone instaurano reti di supporto sulla base degli obiettivi personali (perdere peso, scrivere un libro, ecc.) e Zopa, un luogo dove è possibile ottenere finanziamenti a tassi agevolati da altre persone che partecipano al network e, a che a loro volta ottengono rendimenti superiori a quelli di mercato.

Al di là di tutti questi esempi, Wikinomics è un testo che ben spiega come le dinamiche di autorganizzazione (rese possibili dal Web 2.0) stanno lentamente rimpiazzando le tradizionali relazioni gerarchiche basate su pianificazione e controllo. Siamo di fronte ad una generazione di persone che, a differenza dei loro genitori, che sono cresciuti guardando la TV e accettando un consumo passivo dei media, vogliono essere creatori attivi del contenuto mediatico e hanno fame di interazione. Tutto ciò può essere visto come una forte minaccia per le imprese, oppure come una fonte di grande opportunità di business. Tapscott e Williams si focalizzano su questa seconda possibilità. Il principio di base (che condivido in pieno) del libro po’ essere il seguente: “ci sono sempre più persone intelligenti al di fuori dei confini della tua impresa di quante non ve ne siano all’interno”. Le imprese vincenti saranno quelle che se ne faranno una ragione. Un libro di management che disegna scenari molto interessanti e che vi consiglio di leggere.

 

 

Rubrica “Back to Basics” di luglio

Luglio 4, 2008 acravera Lascia un commento

E’ uscito il numero di luglio de L’Impresa – Rivista Italiana di Management. Il mio articolo commenta un brano tratto da “Marketing Interne et Management des Hommes” di MIchel Levionnois (1991). Nei primi anni ‘90 il marketing interno è stato un approccio molto di moda per gestire i collaboratori e accrescerne la motivazione e il commitment. Il mio articolo prova a rileggere l’approccio del marketing interno alla luce della complessità del nostro tempo. Puoi scaricare il mio articolo qui: “La missione del marketing interno – Conquistare (e non imporre) è la sfida di oggi”.