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Archive for Febbraio 2009

Che sia di buon auspicio?

Febbraio 26, 2009 acravera 5 commenti

bernanke-ben-324Un paio di giorni fa il Presidente della Fed Ben Bernanke davanti alla commissione bancaria del senato USA ha dichiarato che per una piena ripresa dell’economia dall’attuale fase di recessione “ci vorranno più di due o tre anni».

Lo stesso Bernanke il 10 giugno 2008 aveva fatto le seguenti dichiarazioni: “Il peggio della crisi generata dai mutui subprime è passato, malgrado l’aumento della disoccupazione. Restano i rischi elevati di inflazione, per il caro petrolio». La Fed «rimane fortemente impegnata» a garantire la stabilità finanziaria. E non esclude un ritocco dei tassi monetari Usa da qui a fine anno”.

Per intenderci,il ritocco dei tassi a cui faceva riferimento era un ritocco al rialzo, non una drastica riduzione come, di fatto, la Fed ha deciso pochi mesi dopo.

Queste sono altre dichiarazioni fatte da Bernanke prima dell’estate: “Sebbene l’attività economica stia “probabilmente indebolendosi” nel trimestre corrente aprile-giugno, il rischio che l’economia (americana) sia entrata in un sostanziale rallentamento appare essere diminuito nel corso dell’ultimo mese”.

Considerate le capacità previsionali del Presidente della Fed, potremmo quasi ritenere le sue affermazioni di buon auspicio per una rapida uscita dalla crisi finanziaria.

Solo utopia?

Febbraio 23, 2009 acravera 8 commenti

youre-firedLa scorsa settimana la società mineraria Anglo American PLC ha dichiarato che taglierà 19.000 posti di lavoro – il 10% della propria struttura – a causa di una diminuzione degli utili del 29% rispetto al 2007. Messa in questo modo la decisione del top management dell’Anglo American sembra del tutto giustificata. Se l’azienda fa meno profitti, è giusto che riduca i costi. Ma allora perché non riesco a vederla in questo modo? Perché, quando ho sentito questa notizia non l’ho subito archiviata come una delle tante ascoltate in questi giorni?

Durante questo week end mi è capitato un paio di volte di tornare a pensarci e alla fine ho deciso che la decisione della Anglo American è tutt’altro che normale ed è giusto – almeno a mio parere – smettere di considerarla come “normale”. Stiamo parlando di un’impresa che chiude un difficile 2008 con 5,2 miliardi di dollari di profitti, non proprio due lire. E, a fronte di una diminuzione dei propri profitti non certo da “mani nei capelli”, prende immediatamente la decisione di tagliare il 10% dei propri dipendenti per salvaguardare la propria competitività. Sarebbe forse accettabile se l’impresa in questione evitasse di proclamare tra i propri “Business Principles” queste cose:

  • At Anglo American, our Good Citizenship business principles guide our decisions and actions. Wherever we are in the world, we adhere to consistently high standards of business integrity and ethics.

  • As a good corporate citizen, we respect the dignity and human rights of individuals and communities everywhere we operate. We strive to make a lasting contribution to the well-being of these communities while generating strong investor returns. Indeed, our long-term success depends on taking into account the needs of all stakeholders.

  • A good corporate citizen is, by definition, a good employer. We universally support fair labour practices and promote workplace safety and equality in our operations.

  • We also recognise the need for careful environmental stewardship. We actively seek to minimise the impact of our operations and provide a positive legacy for generations to come

Cosa avrebbe dovuto fare quindi la Anglo American? Rinunciare al taglio del personale? Non ho gli elementi per rispondere con cognizione di causa a questa domanda. Mi limito a evidenziare il fatto che, se anche le imprese che in questo momento di crisi fanno buoni profitti, tagliano posti di lavoro, la recessione non può che risultare più lunga e profonda, con conseguenze negative per le stesse imprese che stanno cercando di tutelare la propria competitività. Penso che in momenti come quelli che stiamo vivendo un’impresa che chiude con più di 5 miliardi di profitti possa permettersi il lusso di annunciare semplicemente il blocco delle assunzioni e quindi l’impossibilità di sostituire le naturali dimissioni e pensionamenti, senza giungere a veri e propri licenziamenti. Questa decisione, accompagnata ad una buona campagna stampa nei confronti dei media, degli analisti finanziari e degli investitori può, a mio parere, sortire effetti positivi per la competitività dell’impresa pari, o comunque vicini, a quelli ottenibili attraverso il taglio di 19.000 posti di lavoro. Tra l’altro questa operazione, oltre ad essere fortemente in linea con i “Business principles” dell’azienda, risulterebbe essere una notizia per i media. Siamo talmente abituati a considerare normale i tagli al personale delle aziende che, un comportamento diverso, sarebbe certamente considerato degno di nota: un raggio di sole in un momento di crisi economica.

Se è vero che le imprese non vivono certo di “raggi di sole”, è altrettanto vero che la competitività prospettica di un’impresa che fa ancora ottimi profitti non si ottiene certamente con un mero taglio di posti di lavoro.

Profiting from happiness

Febbraio 18, 2009 acravera 3 commenti

economist

Dopo il pensiero sconfortante di ieri, torniamo alle buone notizie. Vi segnalo un’interessante ricerca pubblicata ieri su Economist.com Secondo Alex Edmans, docente di finanza alla Wharton University, le aziende più attente al benessere e alla soddisfazione dei propri dipendenti (classifica Fortune’100 Best companies to work for”) remunerano gli azionisti meglio della media del mercato. Dal 1999 al 2008 le 100 aziende presenti nella classifica Fortune “Best companies to work for” hanno ottenuto ritorni per gli azionisti del 4,1% superiori alle aziende comprese nell’indice CRSP che comprende tutti i titoli quotati al Nasdaq, al NYSE e all’American Stock Exchange.

L’articolo dell’Economist mette giustamente in evidenza il fatto che occorre essere cauti nel validare l’equazione: dipendenti soddisfati = elevati ritorni economici per gli azionisti. Queste sono le espressioni usate dall’Economist: “advocates of corporate social responsibility should be cautious about inferring that employee satisfaction brings high returns. Other variables, such as good management, may be at work”.

Io sono totalmente d’accordo con questa affermazione. Aggiungerei anche che, forse, nel più ampio concetto del “buon management” (good management) rientra saper gestire bene e valorizzare le proprie persone.

Pensiero (sconfortante) di oggi…

Febbraio 17, 2009 acravera Lascia un commento

potereIn una profonda crisi economico-finanziaria che satura l’agenda politica internazionale e colpisce drammaticamente individui, famiglie e imprese siamo alle prese con personaggi il cui unico impegno è quello di perpetuarsi e restare in ambito politico, qualunque esso sia (destra o sinistra, parlamento italiano o europeo, governo o opposizione). Per alcuni la crisi è solo qualcosa in più di cui poter parlare (spesso a sproposito) davanti ad un microfono…

Competere nella complessità? Ma quando mai! Se certe cose non cambiano in fretta non riusciremo a competere neanche in mercati in espansione, ricchi e protetti.

Quando il passato spiega il futuro

Febbraio 12, 2009 acravera Lascia un commento

limpresa-febbraio-2009Sul nuovo numero de L’Impresa, all’interno della rubrica Back to Basics, commento un classico della dottrina economico-aziendale italiana, “Economia d’azienda ” di Pietro Onida. E’ molto interessante notare come Onida, in questo testo del 1960, anticipi molti dei temi caldi di oggi: l’azienda come organismo complesso e ricco di interconnessioni, il ruolo dell’etica e della responsabilità sociale nella generazione di valore e l’importanza dell’equilibrio tra gli interessi degli stakeholders.

Chi è interessato può scaricare il mio articolo qui: “I meriti della dottrina economica italiana

Social Training Event™ Findomestic per l’Ospedale Meyer

Febbraio 9, 2009 acravera Lascia un commento

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Esco dal tema specifico di questo blog per segnalare un’iniziativa realizzata da Newton e Findomestic a favore dell’ospedale Meyer di Firenze. A tal fine riprendo parti di un post pubblicato su Management sostenibile“.

Giovedì 22 gennaio a Firenze si è svolto un evento che ha coinvolto oltre 200 persone della rete commerciale Findomestic nella raccolta di fondi a favore del reparto di oncoematologia dell’ospedale pediatrico Meyer diretto dal dott. Maurizio Aricò. Più di 200 professionisti della vendita per un giorno hanno impiegato con grande passione e loro capacità commerciali in un attività di fund raising a favore di una struttura che si prende cura di bambini malati di tumore.

L’evento, denominato Social Training EventTM, prevede la “contaminazione” tra una realtà profit ed una realtà non profit al fine di ottenere alcuni obiettivi utili per entrambi:

  • sperimentare le capacità professionali dei partecipanti in contesti differenti rispetto a quelli consueti, affrontandone gli imprevisti

  • assumere punti di vista differenti (questo vale soprattutto per il non profit, talvolta scettico rispetto ai risultati raggiungibili)

  • contribuire ad azioni di generazione di valore sociale

  • amplificare il senso di appartenenza all’organizzazione (questo vale soprattutto per il profit, infatti il senso di appartenenza aumenta se si ritiene di lavorare per un’azienda attenta anche alle dinamiche sociali contestuali al propri ambito di azione)

Sono stati allestite 10 postazioni di raccolta in 9 piazze di Firenze, dalle ore 10 alle 16 del pomeriggio e sono stati raccolti ben 94.678€. Si tratta di una somma incredibile, raggiunta solo grazie alla grandissima passione che tutte le persone coinvolte hanno messo nell’iniziativa e, naturalmente, alla generosa risposta avuta dai cittadini. Io stesso sono stato contagiato dall’euforia di poter fare qualcosa di veramente utile e ho iniziato a chiamare amici, clienti, e persone che potessero in qualche modo dare un contributo all’Ospedale Meyer. Si respirava un clima di fortissima energia e coesione tra tutti noi, al punto che posso dire che questa esperienza sia stata una delle più significative della mia vita professionale. Davanti a questo risultato anche i volontari delle due associazioni coinvolte nell’iniziativa sono rimasti sorpresi. Nessuno di loro aveva, probabilmente, previsto un simile risultato.

dscn22691Riporto a titolo di esempio le parole di uno dei collaboratori di Findomestic durante la consegna ufficiale al primario dell’Ospedale Meyer del denaro raccolto: Sono vent’anni che lavoro per questa azienda, non mi è mai capitato di vivere un’emozione così grande, non pensavo possibile che il mio lavoro potesse portarmi simili emozioni e motivazione. E’ un esperienza unica. Grazie…”.

Talvolta in azienda si considera l’etica e l’attenzione al sociale come aspetti avulsi dal business o, nel peggiore dei casi, come dei costi che è necessario sostenere. Questa iniziativa ha dimostrato, al contrario, come sia possibile ed opportuno coniugare la responsabilità sociale con i risultati aziendali e come l’etica sia una delle principali leve per uno sviluppo sostenibile e duraturo dell’impresa. Un messaggio – questo – che in una crisi finanziaria in gran parte nata dall’avidità e dalla furbizia di pochi, merita di essere ben evidenziato.

dscn2273Chiunque volesse continuare la raccolta fondi e dare un contributo al reparto di oncoematologia dell’ospedale Meyer puoi inviare la propria donazione a:

Ciemmeesse Girotondo per il Meyer

c/c MPS Agenzia 6 Via Cocchi 24 (FI)

IBAN: IT 49 W 01030 02806 00000 1561481

c/c POSTALE 91946947

11 marzo Assolombarda: Il management della complessità

Febbraio 5, 2009 acravera Lascia un commento

craverasc_small3 L’11 marzo dalle 15.00 alle 18.00 terrò un intervento in Assolombarda sul management della complessità. I principali argomenti che toccherò saranno:

- le orgini del management classico

- la complessità come chiave di lettura dello scenario competitivo

- le ripercussioni della complessità sull’organizzazione, la gestione e la strategia d’impresa

- Come le imprese possono affrontare la complessità

- Le caratteristiche del manager nella complessità

La partecipazione è gratuita. Chi volesse partecipare può iscriversi qui:

Assolombarda – Il management della complessità