Elefanti in cristalleria

Da quasi 4 anni questo blog invita a riflettere sulle ripercussioni della complessità sulle imprese, sugli individui e sulla società.  L’ambito su cui sono state concentrate la maggior parte delle riflessioni è il management e il mondo del business in generale. Abbiamo più volte sottolineato la necessità di accrescere la consapevolezza dei manager sulle relazioni sistemiche e sulle dinamiche che tipicamente caratterizzano i sistemi complessi. Tale consapevolezza, tuttavia, appare enorme se comparata a quello che sta avvenendo in una certa politica americana. Mi riferisco all’impietoso spettacolo delle primarie repubblicane in cui i candidati alla Presidenza degli Stati Uniti (sic!) da mesi stanno facendo a gara a chi le spara più grosse.

Colpisce soprattutto il pensiero totalmente ideologico e autoreferenziale che contraddistingue i vari Santorum, Gingrich, Paul, Romney e compagnia bella. Per loro esiste un’unica verità (che spesso coincide con quella di Dio o dei ricchi), un’unica etica e di conseguenza un solo modo giusto di fare le cose. Gli impatti sul sistema che dovrebbero governare non solo non sono compresi, ma neppure presi in considerazione, quasi fossero disinteressati delle conseguenze delle loro azioni e decisioni.

Da questo punto di vista ci sono due diversi atteggiamenti. Da una parte c’è chi non conosce la realtà che dovrebbe governare, e quindi, per definizione, non può tentare di governare le retroazioni conseguenti alle proprie azioni Fanno parte di questo gruppo l’ex candidato repubblicano Hermann Cain che, in un primo tempo, non sa rispondere a una domanda sulla politica di Obama in Libia (e la non riposta è un fattore di merito in questo caso..)  e la settimana successiva, di fronte alla stessa domanda, afferma all’esterrefatto giornalista che in Libia sono al governo i talebani. Fa parte di questo gruppo anche Rick Perry che ha definito la Turchia un Paese governato da “terroristi islamici” e che non conosce il nome di una delle tre agenzie governative (istruzione, Commercio ed Energia) che vorrebbe eliminare nel caso fosse eletto Presidente.

Peggiore dell’ignoranza – e vengo al secondo tipo di atteggiamento –  è l’assolutismo di pensiero, la certezza ideologica di avere la verità e la giustizia in tasca. Spesso questa certezza nasce, non dall’infallibilità delle proprie doti di analisi della situazione (che rappresenterebbe un peccato di presunzione in qualche modo umanamente giustificabile), bensì dalla pretesa di avere un contatto diretto, quotidiano e privilegiato con Dio. Eravamo abituati a George W. Bush che dichiarava di aver attaccato l’Iraq perche Dio glielo aveva chiesto apparendogli in sogno (sic!) e continuiamo ora con Michelle Bachmann (per fortuna eliminata dalla corsa alla Presidenza) che considera gli uragani del 2011 nella East Coast come «un avvertimento dell’ Onnipotente”; continua con Perry che considera l’evoluzionismo una teoria pieni di buchi e confida più sul creazionismo (tuttora insegnato nelle scuole del Texas, ri-sic!); e continua con Rick Santorum che, secondo la  moglie, “parla tutte le mattine con Dio”. Il tramite dell’Onnipotente, candidato alla Presidenza degli Stati Uniti d’Amica, forte della sua posizione di interlocutore privilegiato, sostiene che «nella Costituzione americana non c’ è alcun riferimento alla divisione tra Stato e Chiesa e, per affermare i valori cristiani, propone, in collaborazione con Romney, di eliminare i fondi federali destinati a Planned Parenthood, l’organizza non profit che fornisce assistenza medica a basso costo a milioni di donne americane indigenti, con la sola giustificazione di non voler sovvenzionare gli aborti che, per inciso, rappresentano solo il 3% dei suoi servizi.

Questa pretesa di considerare le proprie scelte e posizioni come “ultraterrene”, provenienti quindi direttamente da Dio, in alcuni casi rappresentano una mossa elettorale per ingraziarsi i voti di una parte della popolazione americana, in altri sono invece frutto di una pericolosa deriva personale.

Quello che più mi spaventa è la totale ignoranza o disinteresse di queste persone del mondo che dovrebbero governare.  La cosa più preoccupante è che questi signori si stanno battendo per le presidenziali americane in questi giorni, non nel Medioevo. Sono votati da migliaia e migliaia di elettori  e potenzialmente potrebbero andare a ricoprire la carica di Persona più potente della Terra.

Mi auguro vivamente di non avere la possibilità di scoprire le devastanti conseguenze che le decisioni prese da questi personaggi avrebbero sul mondo. Se il canale con Dio non è completamente intasato dai messaggi di Santorum e confidando nel diverso fuso orario tra Europa e America (Rick ci parla al mattino), un appello lo lancio anch’io: “Please… God save Obama!”.

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Una risposta a “Elefanti in cristalleria”

  1. inobrec dice :

    Cosa aspettarsi dal degrado culturale così diffuso a livello mondiale tanto che di fatto è una vera pandemia mondiale, basta affacciarsi anche a casa nostra per trovare analoghe intellighenzie, non è un caso che i fanatici dell’intelligent design siano tornati alla carica in usa come in europa in nome di un’etica che ci salvi. Non si può ragionare con chi ha fede, altrimenti non farebbero scelte e affermazioni simili senza di essa.

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