Evviva, si può finalmente sconfiggere la fame nel mondo!

Un paio di mesi fa Jacques Diouf, Direttore della FAO, ha dichiarato che per combattere la  fame nel mondo occorrono 44 miliardi di dollari l’anno. La Banca Mondiale dichiara che per salvare i 5 milioni di bambini che ogni anno muoiono di malnutrizione occorrono 12,5 miliardi di dollari l’anno. I Paesi ricchi negli ultimi anni hanno stanziato mediamente la vergognosa cifra di 350 milioni (milioni!) di dollari l’anno, ovvero più o meno quanto hanno percepito come bonus i 3 CEO di Citigroup, Bear Stearns e Goldman Sachs prima della crisi. Ora però il terribile problema della fame nel mondo potrà essere risolto. Secondo il New York State Controller’s Office le sei più grandi banche americane nei primi 9 mesi dell’anno hanno già accantonato 112 miliardi (miliardi!) di dollari per i bonus ai dipendenti. Di questo passo, la cifra che sarà stanziata per i bonus del 2009 raggiungerà quota 150 miliardi, di poco sotto il record dei 164 miliardi pagati nel 2007 prima della crisi.

In seguito alle polemiche scatenate da questa notizia e al prossimo intervento del Presidente Obama che, dopo Gordon Brown, approverà un’extratassa sui bonus dei banchieri, spunta l’ipotesi beneficenza. Goldman Sachs è stata la prima ad annunciare di espandere il programma che impone (sic!) ai manager di donare in beneficenza  parte dei loro guadagni (pari a una media di 595.000 dollari a persona). Che dire? Se le cifre necessarie per battere la fame nel mondo sono quelle dichiarate da Diuof e dalla Banca Mondiale, allora il problema dovrebbe essere completamente risolto.

Oppure no?