Letture – La Via

la viaChi segue questo blog sa che Edgar Morin rappresenta per me una fonte di grande ispirazione. I suoi libri, a partire da Il Metodo 1 – La Natura della Natura, hanno in qualche misura determinato una svolta nel mio modo di vedere il mondo e hanno chiarito ciò che nella mia testa era sfocato e solo abbozzato.

Questo testo di Morin è molto diverso da quelli de Il Metodo. Esso rappresenta allo stesso tempo, una critica alla visione razionalista e deterministica del mondo e delle sue dinamiche sociali politiche ed economiche, e uno sprone a ripensarle sotto una luce diversa, una luce che contempli la consapevolezza della complessità. Già il sottotitolo della premessa iniziale del libro dice molto: “Sparsa colligo” (unire ciò che  disperso, separato). Questo è sempre stato il fulcro del pensiero di Morin sull’interpretazione delle problematiche del mondo, sullo sviluppo della conoscenza e sull’evoluzione della società:

“Il presente è percepibile solo in superficie. E’ lavorato in profondità da solchi sotterranei, da invisibile correnti sotto un terreno apparentemente fermo e solido. Inoltre la conoscenza è sconcertata, nello stesso tempo, dalla rapidità delle evoluzioni e dei cambiamenti contemporanei e dalla complessità propria della globalizzazione: innumerevoli inter-retro-azioni fra processi estremamente diversi (economici, sociali, demografici, politici, ideologici, religiosi, ecc.).

Infine (…) noi soffriamo senza averne coscienza di due tipi di carenze cognitive:

-          La cecità di un mondo di conoscenza che, compartimentando i saperi, disintegra i problemi fondamentali e globali, i quali necessitano di una conoscenza transdisciplinare;

-          L’occidentalo-centrismo che ci arroca sul trono della razionalità e ci dà l’illusione di possedere l’universale”.

Ne La Via Morin prova a riassumere la sua visione di sviluppo declinandolo su temi differenti: il pensiero politico, l’economia, la demografia, l’ecologia, la giustizia, la lotta alla povertà, l’educazione.

Chi ha letto già altri libri di Morin, non troverà in questo testo delle novità assolute. Il libro sembra una sorta di testamento per i posteri, un appello ai potenti della Terra per mettere al centro, non nuovi problemi, ma modi diversi di concepirli e di risolverli.