Letture – Wikinomics

Wikinomics – Don Tapscott, Antony D. Williams

Wikinomics è il libro giusto al momento giusto. Ben scritto, autorevole, ricco di esempi concreti, questo libro di Tapscott e Williams si inserisce in un momento storico in cui internet sta mutando forma e le imprese si stanno interrogando (per l’ennesima volta) su come possono cavalcare questa nuova trasformazione. Wikinomics descrive il cosiddetto mondo del Web 2.0. Al suo interno sono citati moltissimi esempi di innovazione collaborativa e di modelli di business basati sulla collettività, la collaborazione e l’organizzazione autonoma delle persone. Tra i casi presentati, vale la pena citare il network Innocentive, che raggruppa scienziati di tutto il mondo e che supporta le imprese nella risoluzione di problemi di ricerca e sviluppo sfruttando la conoscenza distribuita. Procter & Gamble è, ad esempio, una delle imprese che sta usufruendo dei servizi di Innocentive per migliorare il proprio processo di innovazione. Un altro caso interessante è quello di Marketocracy, una società di ricerca che adotta una forma di peering nella gestione di un fondo comune sfruttando l’intelligenza collettiva della comunità finanziaria. Meritocracy ha assoldato circa 70.000 trader affinché gestiscano portafogli di azioni virtuali nell’ambito di una gara in cui chi vince diventa il miglior investitore. La società indicizza i 100 top performers e le loro strategie di trading vengono emulate nella gestione di un fondo comune che raggiunge regolarmente una performance superiore a quella dell’indice S&P 500. Pur non trattandosi strettamente di un open source, è un esempio di come i modelli meritocratici e peer to peer si stiano facendo strada all’interno di un settore in cui l’opinione comune accorda la sua preferenza al consulente finanziario “superstar” che opera in perfetta solitudine. Altri due esempi di business collaborativo sono 43 Things, un social network in cui le persone instaurano reti di supporto sulla base degli obiettivi personali (perdere peso, scrivere un libro, ecc.) e Zopa, un luogo dove è possibile ottenere finanziamenti a tassi agevolati da altre persone che partecipano al network e, a che a loro volta ottengono rendimenti superiori a quelli di mercato.

Al di là di tutti questi esempi, Wikinomics è un testo che ben spiega come le dinamiche di autorganizzazione (rese possibili dal Web 2.0) stanno lentamente rimpiazzando le tradizionali relazioni gerarchiche basate su pianificazione e controllo. Siamo di fronte ad una generazione di persone che, a differenza dei loro genitori, che sono cresciuti guardando la TV e accettando un consumo passivo dei media, vogliono essere creatori attivi del contenuto mediatico e hanno fame di interazione. Tutto ciò può essere visto come una forte minaccia per le imprese, oppure come una fonte di grande opportunità di business. Tapscott e Williams si focalizzano su questa seconda possibilità. Il principio di base (che condivido in pieno) del libro po’ essere il seguente: “ci sono sempre più persone intelligenti al di fuori dei confini della tua impresa di quante non ve ne siano all’interno”. Le imprese vincenti saranno quelle che se ne faranno una ragione. Un libro di management che disegna scenari molto interessanti e che vi consiglio di leggere.

 

 

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