Letture – La teoria della complessità

La teoria della complessità – Reda Benkirane

Non pensate che questo libro sia un compendio sulla teoria della complessità (già il termine “teoria della complessità” usato per il titolo può essere oggetto di critica in quanto da più parti si evidenzia che non esiste alcuna “teoria”, in senso stretto, della complessità). Chi volesse avvicinarsi a questo tema per la prima rimarrebbe deluso dalla lettura di questo testo. Benkirane non spiega in cosa consiste la complessità, né cerca di sintetizzare alcuni principi di base che possono facilitare il lettore a comprendere in cosa consiste la rivoluzione della complessità. L’autore – e lo dichiara esplicitamente nell’introduzione – si limita a riportare una serie di autorevoli testimonianze di studiosi che, in campi tra loro molto diversi, hanno dato un contributo al tema della complessità. Al suo interno troviamo interviste a Morin, Prigogine, Gershenfeld, mange, Deneubourg, Steels, Langton, Varela, Goodwin, Kaufamann, Derrida, Pomeau, Ekeland, Chaitin, Barrow, Nottale, Linde e Serres.

Come si può notare non tutti i nomi sono facilmente associabili al tema della complessità. Convivono in questo libro punti di vista sul tema della complessità molto diversi, talvolta antitetici tra loro che, a mio avviso, invece di rappresentare una ricchezza per il lettore finiscono con  il confonderlo e annoiarlo. Alcuni contributi sono molto interessanti perché la forma del dialogo con gli studiosi, li obbliga a presentare le loro idee in forma più semplice e discorsiva rispetto ai loro testi. Questo è senza dubbio un vantaggio per chi si avvicina a questo tema per la prima volta. Tuttavia, la scelta degli studiosi da intervistare che Benkirane ha fatto appare perlomeno discutibile. Alcuni scienziati hanno approfondito la teoria del caos, e del caos deterministico, altri l’intelligenza artificiale, e il loro punto di vista sull’epistemologia della complessità è parziale e in parte contraddittorio. Le stesse domande che Benkirane pone ai suoi interlocutori sembrano più attente a  dimostrare la sua conoscenza della materia e delle pubblicazioni degli intervistati rispetto al supportare il lettore nella comprensione di questa affascinante materia. Un libro, in sostanza, che non ha soddisfatto le mie aspettative (forse avrei dovuto capirlo dal titolo) e che consiglio solo a chi volesse approfondire le ripercussioni della complessità (e soprattutto del caos) alla fisica, all’astronomia e all’informatica.

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