Letture – L’atomo sociale

latomo-socialeL’atomo sociale – Mark Buchanan

L’atomo sociale di Mark Buchanan – fisico teorico ed ex redattore di Nature e di New Scientist, è un libro avvincente e in certi passaggi entusiasmante. La tesi dell’autore è che la fisica possa spiegare il comportamento degli esseri umani molto più dei modelli finora utilizzati dalla scienze più soft, in primis dalle scienze economiche. Devo ammettere che ho approcciato la lettura di questo libro con un po’ di diffidenza (non del tutto scomparsa alla fine del libro). Soprattutto nelle prime pagine, non si può non notare una certa supponenza dell’autore che pretende di spiegare il comportamento sociale attraverso le teorie della fisica affermando che gran parte di ciò che le scienze sociali (deputate per definizione a studiare il comportamento umano) conoscono si basa su modelli e assunti parziali o errati. Se riuscite a superare questa normale diffidenza e a continuare la lettura vi troverete, pagina dopo pagina, in maggiore sintonia con l’autore. L’uso di molti esempi, esperimenti e casi, e il ricorso ad un linguaggio semplice e a volte provocatorio, determina una lettura godibilissima, piacevole e interessante.

La lezione più importante della fisica moderna è che spesso a contare più di ogni altra cosa non sono le proprietà delle parti, ma la loro organizzazione, la loro struttura e forma. E’ da questo punto di vista che Buchanan prova a indagare il comportamento umano e a spiegarlo attraverso le “armi” della fisica moderna. Ho trovato particolarmente interessante la parte in cui l’autore spiega i limiti delle scienze economiche nel cercare di prevedere il comportamento umano. Si tratta di un argomento che completa il ragionamento che Taleb ha fatto nel suo libro “Il Cigno Nero (a proposito: a chi è piaciuto il Cigno Nero, non potrà non piacere l’Atomo sociale…). Ecco un estratto del libro: “Nel 1995 fa la società di consulenza economica London Economics valutò le recenti predizioni di trenta dei maggiori enti dediti a previsioni in campo economico fra cui quelli del Tesoro, del National Institute e della London Business School. La sua conclusione fu:

E’ una vecchia battuta che vi siano tante opinioni diverse sul futuro dell’economia quanti sono gli economisti. E’ vero l’opposto. Coloro che avanzano previsioni in campo economico… dicono tutti più o meno le stesse cose nello stesso momento; il grado di consenso è stupefacente. Le differenze tra una previsione e l’altra sono insignificanti rispetto a quelle fra tutte le previsioni e ciò che poi accade… Quello che esse dicono è quasi sempre sbagliato… Previsioni su cui tutti hanno concordato non sono riuscite a prevedere nessuno degli sviluppi più importanti prodottisi in campo economico negli ultimi 7 anni: la forza e capacità di tenuta del boom dei consumi degli anni ’80, la profondità e durata della recessione degli anni ’90, o il sensazionale calo dell’inflazione che dura dal 1991. (tratto da John Kay, “Cracks in the crystal ball”, Financial Times, 29 settembre 1995)

Il tema non rappresenta certo una novità assoluta. Il fatto che i modelli dell’economia classica basati sulla razionalità assoluta abbiano molti limiti non è una cosa nuova, anzi. Anche in questo libro la curva a campana, molto criticata nel Cigno Nero, torna sotto accusa e ne esci a pezzi, così come molte delle idee di alcuni economisti e Premi Nobel (Becker, Merton, ecc.). Come spiegare quindi il comportamento umano e della società? Secondo l’autore, attraverso la metafora dell’atomo sociale che, per sua natura, è istintuale, adattivo, imitatore e cooperativo. Sulla base di queste caratteristiche (al cui approfondimento rimando alla lettura del libro) Buchanan spiega molte delle situazioni economiche e sociali in cui possiamo imbatterci ogni giorno. Mentre trovo molto convincente l’attacco al razionalismo imperante all’interno delle scienze economiche e la relativa spiegazione “atomista”, meno convincenti mi appaiono alcune sue spiegazioni relative ad altri tipi di fenomeni, quali ad esempio il razzismo.

In sintesi, il libro mi è piaciuto. Più che la novità delle sue scoperte – molte delle quali già note e ampiamente studiate – mi ha colpito la ricca anedottica a cui ricorre l’autore e la sistematizzazione che ha cercato di dare ad esempi e casi provenienti da campi e settori molto diversi (dalla natura alla società). Unico aspetto di perplessità è la sensazione che perdura per tutta la lettura del libro, che Buchanan abbia utilizzato alcuni esempi in maniera un po’ strumentale ai suoi fini e che giunga talvolta a conclusioni un po’ troppo semplicistiche. Sono d’accordo che anche la fisica può dare un grosso contributo a spiegare la società, ma questo non significa buttare a mare tutto il resto. Inoltre, da una parte mette sotto accusa i modelli dell’economia, dall’altra non ha alcuna difficoltà a sostituire questi modelli con altri modelli provenienti dalla fisica. Questa operazione, sommata all’affermazione dell’autore in base alla quale “dietro al complesso c’è sempre il semplice”, fa nascere in me un campanello d’allarme e un dubbio: siamo di fronte all’ennesimo tentativo di modellizzare e schematizzare dentro una disciplina ciò che per definizione è intrecciato, ambiguo, sfumato, interdipendente, complesso?

Advertisements

13 thoughts on “Letture – L’atomo sociale

  1. Mi viene in mente un altro libro di Buchanan: Nexus (Saggi Mondadori) del 2003. La teoria del caos spiega molto bene i fenomeni sociali. E’ una tesi non diversa di un altro libro ancora: “A casa nell’universo” di Stuart Kauffman (Editori Riuniti, Roma, 2001).

  2. Non conosco né il libro né l’autore, ma secondo me durante questa tua lettura potrebbero essersi scontrate due Weltanschauung opposte.

    Da un lato lo scientista, per il quale tutto può e deve essere assoggettato ad analisi razionale.
    Dall’altro, il “complessista”, per il quale ciò che è intrecciato, ambiguo, sfumato, interdipendente, complesso non può essere analizzato scientificamente.

    Entrambe le posizioni sono, IMHO, affette da un cospicuo margine di errore.

  3. Grazie Giuseppe per le segnalazioni. Da una parte sono tentato di leggere anche Nexus di Buchanan, dall’altra ho paura di rileggere lo stesso libro con titolo diverso, come spesso accade. Tu me lo consigli? Ciao, grazie
    Alessandro

  4. Ciao Paolo, il tuo post mi ha fatto riflettere. Mi sono chiesto se davvero mi sono incappato in un conflitto tra punti di vista differenti: da una parte la rigorosa esigenza di razionalità, dall’altra il giovane entusiasmo per l’alea e la complessità. Devo dire che non mi sento affatto né uno scientista che deve provare tutto razionalmente, nè un “complessista”, ovvero, nella tua accezione, una sorta di sciamano che rifugge da ogni analisi scientifica.
    Ho certamente apprezzato del libro alcune spiegazioni scientifiche corredate da esempi, casi e dati di supporto. Il rischio che ho visto in quelle pagine è quello di buttare via tutto a favore dei modelli della nuova fisica o della famigerata “legge di potenza” tanto citata nel testo di Buchanan per spiegare tutti i fenomeni sociali collettivi. Il complessista per me non è affatto quello che fugge dall’analisi scietifica, ma quello che rifiuta a priori un modello (qualunque esso sia) come spiegazione unica – e sottolineo unica – della realtà. Il complessista per me è una sorta di Veltroniano alla “ma anche”. Vuoi studiare la società? Benissimo, allora attingi alla sociologia, ma anche allantropologia, ma anche alla psicologia, ma anche all’economia, ma anche alla fisica, ma anche alla… Se questo porta ad uno scontro di Weltanschauung, ben venga… anche questo potrà essere utile a governare la complessità.

  5. Ciao Ale.

    Gli “ismi” sono estremizzazioni, che in quanto tali possono portare a degenerazioni. Attenzione, dunque allo scientismo come degenerazione dell’approccio scientifico. E attenzione al complessismo come degenerazione del pensiero complesso.

    In sede scientifica, nessuna persona ragionevole pensa a spiegazioni “uniche”, ma a spiegazioni “buone” della realtà. E i modelli vanno costruiti, anche se la conoscenza è ancora incompleta. Non puoi aspettare di avere compreso tutta la fisica, tutta l’economia, tutta l’antropologia, tutta la psicologia, tutta la sociologia, et cetera, prima di formulare un modello qualsivoglia. O proprio a te devo citare Morin?!:

    «Certo, è impossibile conoscere tutto il mondo, e afferrarne le sue multi-formi trasformazioni. Ma, per difficile che sia, la conoscenza dei problemi-chiave del mondo deve essere tentata, pena l’imbecillità cognitiva»

    Per esempio, è lungo l’elenco di modelli scientifici complessi della realtà. Fra un mese esce un mio libro nel quale ne elenco qualche dozzina. Ma se non vuoi attendere e soprattutto se vuoi faticare, allora procurati: Tito Fortunato Arecchi, “Caos e complessità nel vivente”, IUSS Press, Pavia, 2004

  6. Su questo sono d’accordissimo con te. Ed è propria questa preoccupazione che mi ha suscitato il libro di Buchanan. Certamente non è possibile conoscere tutta la sociologia la psicologia ecc. prima di costruire un modello, ma è altrettanto riduttivo costruire un modello che nasce dentro una disciplina e pensare che questo spieghi il mondo. In poche parole, pur trovando il libro molto interessante, ho paura che adesso si alzino i fisici (parlo dei fisici perchè Buchanan è un fisico) e comincino a dire: Signori sociologi, economisti, ecc, buttate via tutte le vostre stronzate perchè finalmente noi fisici abbiamo dedicato un po’ di tempo anche allo studio dei fenomeni sociali e abbiamo la soluzione… se non fosse per noi voi sareste ancora lì a lambiccarvi su modelli e teorie del tutto sbagliate…
    E’ l’atteggiamento del tipo “io ho il Verbo” che non mi piace. Apprezzo invece tantissimo la continua ricerca di nuove risposte alla realtà, da qualuque parte vengano, così come la ricerca di prove scientifiche alle stesse. Anch’io quindi non sopporto gli ismi…
    Per quanto riguarda invece il tuo libro, me lo dici così, in un semplice post! Puoi già dirmi con chi lo pubblichi il libro e come si intitolerà? Nel frattempo seguirò il tuo consiglio e comprerò il libro di Arecchi. Ciao
    Ale

  7. A) Del libro non ti ho detto nulla perché per te c’è una sorpresa. E sarai il primo a riceverne una copia

    B) Buchanan non è un fisico. E’ un laureato in fisica che scrive (come me). C’è una differenza…

  8. buongiorno a tutti. ma secondo voi quelli che overnano le nostre esistenze a vari livelli ( politico ed economico, in definitiva) ha la cognizione della complessità?
    Penso soprattutto alle cosiddette “leggi” dell’economia.
    Grazie.
    Francesca Rosellini

  9. Non sono in grado di dare giudizi da competente, ma Nexus l’ho trovato interessante.
    Pur avendo studiato (poco) con Paolo Sylos Labini, l’economia non mi è mai piaciuta e perciò ho scelto un altro lavoro.
    Alla fine ho trovato un economista da cui mi sento rappresentato, Serge Latouche.
    Per me l’economia è una religione, non è nemmeno una scienza.
    Siete anche liberi di incazzarvi con il sottoscritto.

  10. Osservazione interessante, Sergio.
    In effetti l’economia non è una scienza compiuta perché le manca quasi completamente il piglio empirico galileiano: organizzare esperimenti per verificare ipotesi e formulare teorie. La maggior parte delle teorie economiche sono costrutti ex post, scaturiti dall’osservazione di fenomeni verificatisi indipendentemente dalla violontà del ricercatore. È la stessa “scienza” speculativa che frequentavano i Greci. E ciò le conferisce un certo dogmatismo.

    Quanto a lasciarsi rappresentare da un solo economista, be’, anche questo è un atteggiamento para-religioso, no? Davvero lei crede che solo Latouche sappia come gestire le complesse società di massa odierne?

    🙂

  11. Pingback: Presentazione del libro “L’atomo sociale” | Social Media Mining

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...