Che sia di buon auspicio?

bernanke-ben-324Un paio di giorni fa il Presidente della Fed Ben Bernanke davanti alla commissione bancaria del senato USA ha dichiarato che per una piena ripresa dell’economia dall’attuale fase di recessione “ci vorranno più di due o tre anni».

Lo stesso Bernanke il 10 giugno 2008 aveva fatto le seguenti dichiarazioni: “Il peggio della crisi generata dai mutui subprime è passato, malgrado l’aumento della disoccupazione. Restano i rischi elevati di inflazione, per il caro petrolio». La Fed «rimane fortemente impegnata» a garantire la stabilità finanziaria. E non esclude un ritocco dei tassi monetari Usa da qui a fine anno”.

Per intenderci,il ritocco dei tassi a cui faceva riferimento era un ritocco al rialzo, non una drastica riduzione come, di fatto, la Fed ha deciso pochi mesi dopo.

Queste sono altre dichiarazioni fatte da Bernanke prima dell’estate: “Sebbene l’attività economica stia “probabilmente indebolendosi” nel trimestre corrente aprile-giugno, il rischio che l’economia (americana) sia entrata in un sostanziale rallentamento appare essere diminuito nel corso dell’ultimo mese”.

Considerate le capacità previsionali del Presidente della Fed, potremmo quasi ritenere le sue affermazioni di buon auspicio per una rapida uscita dalla crisi finanziaria.

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5 thoughts on “Che sia di buon auspicio?

  1. Che bastardone che sei!

    E mi piace l’idea che Bernanke possa essere di buon auspicio!

    LOL! ^__^

    Oggi c’è anche una patetica gara a fare l’esercizio contrario a quello che stai facendo tu: andare a pescare mozziconi di frasi qua e là, pronunciate da guru di vario genere, per mostrare che c’erano dei savii che avevano previsto tutto.

    Ah Ah Ah

    La verità è che il collasso finanziario del settembre 2008, che tuttora perdura, non è stato previsto neppure con lasca approssimazione.

    Sono state, questo è vero, da tempo messe in luce le pecche e le falle dei sistemi finanziari e di quelli economici. Ma da lì a dire “l’avevo previsto” ce ne corre…

    Nessuno ha mai detto cose del tipo

    “Con probabilità superiore al 50%, l’indice S&P 500 calerà di una percentuale compresa tra il 20 e il 40% negli ultimi 3 mesi del 2008”.

    Oppure

    “Con probabilità maggiore del 50%, Citigroup Inc. perderà il 90% del suo market cap nel periodo settembre 2008- febbraio 2009”.

    Eccetera.

    Del resto, siccome previsioni del genere sono IMPOSSIBILI, avremmo considerato un cretino chi le avesse fatte. Esattamente come considereremmo un cretino chi venisse oggi a prevedere quanto varrà l’S&P 500, chesso’, nel dicembre 2009.

  2. Giustissimo, ma allora perchè continuano tutti a sparare previsioni su previsioni? Qulcuno dica a questi eminenti esponenti economici e poltici che non li valutiamo sulla base delle loro capacità divinatorie….

  3. Be’, però tu a volte sei un po’ duro con quelli che fanno le previsioni. Intanto c’è chi campa facendo previsioni e, siccome tiene famiglia, deve continuare (io stesso l’ho fatto, nel mio piccolo, per 12 anni)! 🙂

    Ma poi c’è il problema che a certe ipotesi sul futuro non puoi sottrarti. Per esempio, per delineare il budget dello Stato devi fare assunzioni circa il futuro andamento del PIL, delle entrate fiscali, eccetera.

    “La vita può essere capita solo all’indietro; ma deve essere vissuta in avanti.” [Søren Kierkegaard]

  4. Non sto dicendo che non si debbano fare previsioni sul futuro. Tutti noi ne facciamo ogni giorno. Anche le aziende devono per forza fare delle assunzioni sul futuro per poter organizzarsi. Quello che non mi piace è l’uso che talvolta si fa delle previsioni. Se tu sei una figura di riferimento allora le tue parole assumono un peso molto importante. Mi aspetto da queste persone maggiore cautela quando parlano di futuro. Invece noto presunzione e più certezze che dubbi. E’l’atteggiamento che mi dà fastidio, non la previsione in sè. Odio il senso di infallibilità che sembra circondare certi guru (non tutti per fortuna). Che almeno usino un po’ di ironia, o meglio, di autoironia….

  5. Ho capito, e concordo.
    (Ricordiamoci anche di discernere con cura le affermazioni fatte dai guru in prima persona e che possiamo raccogliere di prima mano, da quelle riferite dai media, che sono pasticcioni e non capiscono una mazza di inflazione, PIL, percentuali, and the like)

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