Expo, subito la sede o lascio… Prego si accomodi!

poltrona managerSui giornali di oggi si legge che il nuovo amministratore delegato della Soge, Lucio Stanca (ex ministro dell’innovazione ed ex numero 1 di IBM), avrebbe minacciato le sue dimissioni nel caso non fosse accolta la sua richiesta di avere una sede in centro per la società di gestione dell’Expo 2015. Stanca pretende il Palazzo Reale in Piazza Duomo che, però, viene giudicato troppo caro (1 milione 150 mila euro l’anno di affitto) dai rappresentanti del Tesoro e della Provincia che si “accontenterebbero” di Villa Scheibler, una sede più periferica ma meno costosa.

Villa Scheibler, (una villa del ‘400 recentemente ristrutturata situata vicina a Quarto Oggiaro) sarebbe considerata poco prestigiosa da Stanca in quanto lontana dal centro, e poco adatta a “ricevere le rappresentanze internazionali”. E così, se entro giovedì il Cda di Soge non approverà la scelta della sede e Palazzo Reale, l’AD darà le sue dimissioni.

Un’ulteriore rivendicazione di Stanca è quella di vedersi riconosciuto il suo premio di risultato di 150 mila euro anche se gli obiettivi legati all’Expo non venissero raggiunti per ragioni non imputabili alla responsabilità dell’ad. Queste le parole di Stanca: “Se mi si mette in condizioni di non raggiungere gli obiettivi, perché dovrei pagare io le conseguenze?

Permettetemi lo sfogo, ma è veramente l’ora di dire basta con questo tipo di manager tutti presi da questioni di status, di soldi e di visibilità. Possiamo anche chiudere un occhio verso manager narcisi (si sa, il successo dà alla testa), ma non possiamo più chiudere gli occhi di fronte al narcisismo deresponsabile e slegato dai risultati. Questo signore, forse, pensa che, giunto alla sua età e con il tipo di carriera che ha fatto, non debba più dimostrare nulla e possa quindi permettersi di pretendere prima di  ottenere risultati.

E’ bene (per l’Expo, l’Italia e per lo stesso Stanca) che qualcuno gli tolga dalla testa questo insano pensiero. Legittimo pensare di non dover più dimostrare nulla, ma solo se si decide per una serena pensione a passeggiare per i giardinetti. Se si accetta una carica come Amministratore delegato di Soge, in un progetto così importante per la nostra economia e per la nostra immagine internazionale, che è già partito con mille polemiche e ritardi nei mesi scorsi, allora no, ci si mette ancora fortemente in gioco e, soprattutto all’inizio del mandato, si punta ad ottenere il massimo dei risultati, non a sfoggiare agli amici una sede in Piazza Duomo o a rivendicare bonus anche in assenza di risultati.

Mi chiedo se i continui sequestri di manager in Francia non insegnino nulla. Per quale ragione si stanno diffondendo e sono, in qualche misura, tollerati? A mio parere, la causa risiede nella sfiducia che sta cominciando a circondare i manager. Se prima il regno della sfiducia era circoscritto alla politica, ora quel confine abbraccia anche il mondo delle imprese. C’è sicuramente una buona dose di demagogia dietro i sequestri dei manager, ma alla base di tutto si ha una sensazione diffusa di trovarsi di fronte ad un nuovo tipo di “casta”, più attenta alla crescita della propria retribuzione e del proprio status che della competitività dell’impresa che gestisce.

Cosa vuol dire, Signor Stanca, “Se mi si mette in condizioni di non raggiungere gli obiettivi, perché dovrei pagare io le conseguenze?” Il compito di un manager al vertice di un’organizzazione non dovrebbe proprio essere quella di creare le condizioni per ottenere certi risultati? E ancora: nel caso – come paventa lei – non la mettessero in queste condizioni, la risposta più corretta non dovrebbero essere le sue dimissioni, anziché l’elargizione di un bonus? E, infine, se non vuole pagare lei le conseguenze di questo eventuale fallimento, perché dovremmo pagarle noi?

Se i suoi pensieri e le sue energie, a pochi mesi dall’insediamento in questa nuova carica, sono tutti rivolti alla sede prestigiosa, all’ufficio con vista sul Duomo, alla pianta di ficus alta 2 metri e a mettere al sicuro i suoi soldi anche in caso di fallimento, allora, saremo noi i primi ad essere felici di accettare le sue dimissioni immediate.

2 thoughts on “Expo, subito la sede o lascio… Prego si accomodi!

  1. Sottoscrivo parola per parola e trovo grottesco e indecente che LS possa aver affermato che i risultati non dipendono solo da lui (e quando mai i risultati dipendono solo dall’AD)? Così indecente che mi domando se per caso non sia una semplificazione giornalistica.

    In ogni caso, la frase esprime e sintetizza il comune sentire dei top manager di oggi: bonus “a prescindere”.

    Concordo che questa mancanza di decoro funga sia una provocazione volgare che induce atti violenti come i sequestri dei top manager in Francia. Ogni limite ha una decenza, per continuare a parafrasare Toto’…

  2. Purtroppo non è una semplificazione giornalistica… Pare che abbia detto quella frase sul bonus perchè, di fatto, la considera parte integrante della sua retribuzione. Non potendo superare certe cifre per la parte retributiva fissa, hanno concordato 150.000 euro di bonus che, nominalmente dovrebbe essere variabile, ma in realtà non lo è e quindi va ad integrare il “misero” stipendio”.
    Conclusione, a mesi e mesi dal lancio dell’Expo, l’unica discussione appassionata che siamo riusciti a fare riguarda gli stipendi dei top manager… quando si dice creare valore….

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...