Management 2.0

3174827153_1fa11973a0Gary Hamel, uno dei più autorevoli esperti di strategia d’impresa, negli ultimi anni ha deciso di focalizzare la sua produzione intellettuale e i suoi sforzi di consulente verso una riforma radicale del management. Fino a qualche anno fa uno dei suoi principali filoni di studio era l’innovazione di business. Le sue pubblicazioni miravano ad evidenziare come le imprese potessero favorire l’emergere dell’innovazione e a stimolarla all’interno dell’organizzazione. Hamel ora si è dato un obiettivo ben più ambizioso: innovare il management. Chi ha letto il suo ultimo libro “Il Futuro del Management” sa che Hamel è ormai convinto che sia inutile continuare ad insegnare a management ed organizzazioni come si fa innovazione, occorre fare un passo avanti, occorre aiutare a rifondare le basi della gestione d’impresa. Solo con un profondo ripensamento delle logiche di management si può sviluppare innovazione, condizione imprescindibile per poter competere nei mercato di oggi e di domani.

Attorno a questa idea (a mio parere totalmente condivisibile), ha raccolto una “brigata di ribelli”, manager e studiosi di management che intendono avviare una discussione concreta su come reimpostare la gestione aziendale. Tra questi troviamo nomi di spicco: Chris Argyris, Tim Brown, Kevin Kelly, Ed Lawler, Tom Malone, Henry Mintzberg, Jeffrey Pfeffer, C.K. Prahalad, Peter Senge, Tom Stewart, James Suroviecki e Hal Varian. Questo gruppo di esperti ha elaborato 25 grandi cambiamenti nel management. Ne cito solo alcuni:

  1. Fare in modo che il lavoro del management serva un fine più elevato del mero profitto;
  2. Far rientrare le idee di comunità e cittadinanza nei sistemi di gestione,
  3. Debellare le patologie della gerarchia formale;
  4. Reinventare gli strumenti di controllo e le misure di performance;
  5. Ridefinire il concetto di leadership (architetto sociale);
  6. Espandere e valorizzare la diversità;
  7. Reinventare il processo di formulazione delle strategie come processo in divenire;
  8. Creare una democrazia dell’informazione ed espandere l’autonomia dei dipendenti;
  9. Creare mercati interni per le idee, il talento e le risorse
  10. Favorire le comunità di interessi

Chi volesse leggere il manifesto del nuovo management può farlo su Harvard Business Review Italia (nr. 4 , aprile 2009). Vi invito anche a visitare il sito www.managementlab.org, un’organizzazione di ricerca no-profit il cui Direttore è Gary Hamel. Lo scopo di Management Lab è comune a quello di questo blog (nel nostro piccolo): contribuire a ripensare le logiche e le prassi di management.

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4 thoughts on “Management 2.0

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