Chrysler: quando le scelte arrivano dal basso

fiat-marchionne1Sergio Marchionne, nella sua nuova sfida americana, sta facendo parlare di sé i media americani per l’approccio che sta adottando nella gestione della nuova Chrysler.  E’ di pochi giorni fa la notizia che l’A.D. di Fiat-Chrysler ha selezionato gran parte dei manager che dovranno gestire la svolta del colosso americano dell’auto tra i quadri interni (solo 3 manager vengono dal mondo Fiat). Già di per sé questa sarebbe una notizia in un mondo abituato a vedere manager che, appena insediati al posto di comando, inseriscono i propri uomini di fiducia nei posti di comando, anche a dispetto delle loro competenze.  Marchionne però è andato oltre. La selezione dei nuovi quadri Chrysler è stata fatta chiedendo l’opinione del personale con qualifiche più basse. Convinto del legame fra capacità di leadership e stima dei collaboratorii, Marchionne ha personalmente chiesto ad oltre cento funzionari di medio e basso livello chi avrebbero voluto vedere nel ruolo di manager e poi ha tratto le conclusioni di questo sondaggio nominando al vertice personaggi come Peter Fong, che prima era il responsabile delle vendite negli Stati ed ora e’ il CEO del marchio Chrysler.

Non invidio Marchionne per la portata della sfida che è chiamato a gestire, ma ammiro la sua audacia in scelte come queste. In questo modo ha raggiunto almeno tre importanti obiettivi:

1)      Ha dato importanza alle persone che negli ultimi anni hanno lavorato per Chrysler, dando risalto e  valore allo loro opinioni  e conoscenze

2)      Ha scelto dei manager che godono della fiducia dei loro collaboratori, requisito , questo, fondamentale per poter gestire la situazione di crisi che sta vivendo l’azienda americana

3)      Ha dimostrato di non voler colonizzare la cultura Chrysler dall’esterno, come spesso si usa fare nelle acquisizioni, bensì di valorizzarla, scegliendo gli uomini migliori dall’interno. Coloro che meglio conoscono il mercato americano e che possono ben interagire con la nuova proprietà.

Non so se questo sarà sufficiente per rilanciare Chrysler, ma mi sembra un ottimo inizio.

Complimenti a Sergio Marchionne.

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6 thoughts on “Chrysler: quando le scelte arrivano dal basso

  1. Molto interessante.

    Se hai visto descritte da qualche parte le modalità con le quali ha svolto il “sondaggio”, inviami il link. (Un potenziale lato debole di questo approccio, infatti, è che un dipendente è probabilmente più motivato a indicare un interno “amico” come candidato manager, piuttosto che finire nelle mani di un esterno).

  2. Purtroppo non ho particolari sulle modalità con cui si è svolto il sondaggio. Ho letto un articolo su La Stampa che non riportava dettagli. Da quello che ho capito, ma non ne sono sicuro, i dipendenti Chrysler non dovevano scegliere tra un interno e un manager Fiat. Marchionne ha designato direttamente solo 3 manager provenienti da Fiat e ha coinvolto i dipendenti nella scelta degli altri. Quindi i collaboratori Chrysler non dovevano scegliere tra un interno e un esterno, ma solo individuare chi, tra i manager interni, era il più indicato a gestire questa nuova fase aziendale.

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  5. l’ autoresponsabilita dal basso libera tutte le energie positive dell’individuo in quanto tale prima di tutto ,solo cosi si avranno uomini che lavoreranno in un unica direzione grande Marchionne finalmente ho trovato ha 56 anni uno che la pensa come me
    grazie
    gianni

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