Cultura dell’innovazione: USA e Italia a confronto

Vi segnalo Una nuova cultura dell’innovazione, un bellissimo articolo di Alessandro Sannino e Luigi Nicolais scritto per il magazine Innov’azione. I due autori mettono a confronto la cultura dell’innovazione degli Stati Uniti con la nostra. A fare la differenza non è la qualità dell’educazione o la brillantezza degli studenti. I ricercatori italiani, anzi, sono molto ricercati all’estero (al MIT gli studenti italiani sono così numerosi che hanno costituito una comunità chiamata MItaly). Ciò che fa la differenza, non è neanche la scarsità degli investimenti in innovazione. La vera differenza, per gli autori sta nell’atteggiamento, nell’approccio dei due paesi nei confronti dell’innovazione. Una tesi che, personalmente, sposo pienamente.

Ecco alcuni passaggi dell’articolo:

“Il ragazzo, ancora con poca barba e molti capelli, che dallo Utah, dall’Ohio o anche da altre parti del mondo sta attraversando il campus per andare a seguire il suo primo giorno di lezione, impara presto che un’impresa di successo sta potenzialmente muovendo i suoi primi passi insieme a lui in quel momento, tutto dipenderà dalle sue motivazioni e dalla sua determinazione. Impara presto, quel ragazzo, che un’impresa muove i suoi primi passi non necessariamente dall’investimento di un adulto ricco di famiglia e con agganci importanti, ma anche da un giovane ricco di entusiasmo e con idee brillanti, e soprattutto dall’investimento nello studio e nell’innovazione, unici driver di successo nel mondo al terzo millennio.

Non gli peserà allora il mutuo in banca che, insieme a oltre il 90% dei suoi giovani colleghi, ha dovuto aprire per pagarsi gli studi al MIT, perché per lui è naturale percepirlo come il primo investimento nell’impresa della sua vita (…) quel ragazzo ‘sente’ che il Paese è dalla sua parte. Quando è entrato in banca lo hanno accolto con entusiasmo, gli hanno fatto i complimenti per la lettera di ammissione al college e quando firmava il contratto sedeva alla stessa comoda poltrona del top manager che aveva appena negoziato un investimento multimilionario. A casa lo hanno incoraggiato e soprattutto gli amici, i ragazzi della palestra o della discoteca poco più giovani di lui gli hanno detto in bocca al lupo con lo stesso slancio tributato all’altro amico, appena entrato nella squadra di football o nel cast del prossimo film di successo. (…)

Per quale motivo questo accade? Qual è il motore di quello slancio e la forza di quella motivazione? È semplice, è davanti ai loro occhi: è l’esistenza di un modello.  Gli eroi di quei ragazzi e di quella società non sono solo i campioni dello sport, i divi del cinema o i personaggi della televisione. Ci sono anche i fondatori di Google, di Genzyme o di tante altre storie di successo e perché no, di ricchezza e benessere che partono proprio dall’investimento in ricerca e innovazione.”

E in Italia? Vi consiglio di proseguire la lettura di questo interessante articolo rimandandovi al sito di Innov’azione.

Advertisements

4 thoughts on “Cultura dell’innovazione: USA e Italia a confronto

  1. Grazie della segnalazione Paolo. Non penso che il punto sia chi per primo ha scritto sull’argomento (ad esempio Andrea Granelli ne ha parlato nel 2005: http://www.agranelli.net/DIR_rassegna/ARTBogliari2.pdf e altri ne avevano parlato prima di lui).
    Il dibattito sull’innovazione (in particolare sulla cultura dell’innovazione) in Italia non è certo nuovo. Ho segnalato questo articolo perchè:
    – è appena stato pubblicato;
    – è apparso su una nuova rivista/blog che trovo interessante
    – è scritto bene.
    – volevo toccare e ritornare sull’argomento.
    Detto questo, sono del parere che più se ne parla e meglio è. In Italia si discute moltissimo del Grande Fratello e dell’Isola dei famosi. Se diamo spazio anche ad altri modelli di successo contribuiamo alla crescita della nostra cultura dell’innovazione.

  2. Sarebbe bello trovare la soluzione per diffondere dei modelli positivi nei giovani. Nella aziende trovo sempre più spesso giovani, anche con lauree e master ai massimi livelli, completamente demotivati, privi di quale che sia motivazione. Ci sono anche le eccezioni come su tutto, ma sono sempre meno, la massa si è “adagiata”. Non c’è voglia di futuro, si vive passivamente quello che passa ogni giorno, e non per scelta di vita, ma solo per passiva rassegnazione. Confesso che non rinuncio ogni volta a provare, ma l’ambiente in cui vivono, la mentalità dominante finiscono spesso per spegnere i piccoli fuochi che a qualche volta riesco ad accendere.

  3. E’ vero Alessandro, spesso i giovani non riescono a trovare spazi e opportunità per valorizzare le loro competenze e le loro idee. Io penso che la causa principale sia nella distanza che, oggi più che mai, si ha tra l’azienda e ciò che c’è fuori dall’azienda. Viviamo in un mondo che, grazie alla rivoluzione digitale, ci offre opportunità praticamente infinite di creare relazioni e scambi di conoscenza a tutti i livelli. In azienda, tutto ciò non è possibile. Ci sono dipartimenti, funzioni, ruoli, uffici e capiuffici, regole e procedure (che spesso non hanno più senso ma permangono solo perchè sono state dimenticate o costa troppo fatica ripensarle), capi che pretendono l’obbedienza e flussi di comunicazione rigidi e ad una sola via. L’azienda, al di là delle parole, continua ad essere gerarchica in un mondo che sta diventando eterarchico. I giovani vivono quindi la frustrazione di non trovare in azienda il dinamismo che trovano fuori. Paradossalmente, l’impresa che dovrebbe essere il motore dell’innovazione, rischia, se non mette in discussione i propri modelli manageriali, di essere un monumento alla conservazione e alla tradizione. In questo contesto resta molto difficile motivare i giovani, soprattutto i più brillanti.
    C’è un unico lato positivo in tutto ciò: i più bravi potrebbero decidere di lasciare le loro organizzazioni e creare nuove imprese, immettendo nel sistema linfa vitale.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...