Letture – Pensieri lenti e veloci

pensieri-lenti-e-velociI protagonisti dell’ultimo libro di Daniel Kahneman sono il Sistema 1 e il Sistema 2, ovvero il pensiero veloce e quello lento. Nelle nostre azioni quotidiane ognuno di noi è continuamente guidato dall’alternanza di questi due sistemi. Il sistema 1 è quello che si attiva nel momento in cui, entrando in casa dopo una giornata di lavoro, notiamo un’espressione insolita in un nostro familiare. Si tratta del pensiero istintivo che si attiva rapidamente per decodificare il mondo che ci circonda e permetterci di reagire istantaneamente.

Rispondere invece ad un’operazione di calcolo, ad esempio14 x 37, richiede l’attivazione del sistema 2, più  lento, ma l’unico in grado  di analizzare in profondità le situazioni, confrontare le varie caratteristiche degli oggetti, e operare scelte oculate tra varie opzioni. Il sistema 1, non è in grado di fare tutto ciò. Il suo vantaggio è senza subbio la rapidità, tuttavia esso si limita a individuare e riconoscere relazioni semplici e non sa combinare informazioni eterogenee.

Riconoscere il funzionamento di questi due sistemi e le loro sinergie è di fondamentale importanza ai fini della presa di decisioni. Ad esempio, dal momento che il sistema 2 è pigro e si attiva molto più lentamente, il rischio è che la lettura superficiale di un contesto guidata dal solo sistema 1 ci porti ad azioni sbagliate e potenzialmente pericolose. Il sistema 1 può infatti generare impressioni e sensazioni immediate che, in assenza di attivazione del sistema 2, tendono a trascurare dubbi e ambiguità di fondo e ad essere ciechi di fronte alle eventuali interdipendenze della situazione in cui ci si trova. Questo può portare a trasformare le sensazioni e impressioni immediate in credenze consolidate che portano ad un determinato corso d’azione in maniera pressoché automatica.

In questo libro Kahneman, oltre a presentare le caratteristiche del pensiero lento e di quello veloce, riprende e aggiorna molti dei temi che lo hanno portato a vincere il Nobel e a diventare il principale punto di riferimento dell’economia comportamentale. Nel libro vengono quindi citate molte ricerche sui principali bias cognitivi. In particolare ho trovato molto interessanti alcuni esperimenti sul “priming” che non conoscevo, nonché le feroci critiche (corredate da ricerche e studi) che Kahneman riserva a tutti coloro che pretendono di prevedere il futuro: “E’ sbagliato incolpare qualcuno di non essere riuscito a fare previsioni precise in un mondo imprevedibile. Pare tuttavia giusto incolpare i professionisti di credere di poter riuscire in un compito impossibile. Affermare di avere intuizioni corrette in una situazione imprevedibile è nella migliore delle ipotesi un autoinganno, e a volte qualcosa di peggio” (Kahneman).

Pensieri lenti e veloci ha più di 500 pagine ma, almeno per chi si interessa di questi temi, suscita in quasi tutte le sue parti l’interesse del lettore. Lo stile discorsivo, i frequenti aneddoti personali, la ricchezza degli studi e delle ricerche sull’argomento, ne fanno una lettura piacevole e coinvolgente.

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