Letture – Il Segnale e il Rumore

il segnale e il rumoreHo letto Il Segnale e il Rumore di Nate Silver su segnalazione dell’amico Valerio Eletti. Non conoscevo l’autore e ho scoperto che Silver anima uno dei blog politici più seguiti d’America (Five ThirtyEight) ed è diventato famoso grazie alle sue previsioni sui risultati delle prestazioni individuali dei giocatori di baseball americani e anticipando l’esito delle elezioni politiche del 2008 in 49 Stati su 50.
Data la premessa, ci si potrebbe aspettare che Il Segnale e il Rumore sia un libro ricco di previsioni e trend sul futuro in cui si accarezza l’idea che con il giusto metodo qualunque cosa possa essere accuratamente prevista. Per fortuna non è così. Silver analizza diversi ambiti (lo sport, la meteorologia, l’economia, i terremoti, il gioco, ecc.) e per ognuno di essi esamina in maniera critica gli approcci previsionali prevalenti citando esempi, e spesso arrivando a conclusioni, non diverse da quelle di Taleb nel suo “Cigno Nero
Particolarmente interessante è l’analogia che Silver fa tra l’economia e la meteorologia: “La sfida che affrontano gli economisti può essere paragonata a quella che affrontano i meteorologi. L’economia, così come l’atmosfera, è un sistema dinamico: ogni cosa influenza tutto il resto e il sistema è in continuo movimento.
Le analogie tra queste due scienze, tuttavia, finiscono qui. I meteorologi negli ultimi 30 anni hanno visto costantemente crescere la loro reputazione attraverso previsioni sempre più accurate e precise. La reputazione degli economisti, al contrario, ha subito un colpo significativo (vi ricordate la domanda posta dalla Regina Elisabetta II, alla London School of Economics nel novembre del 2008: “Come è possibile che nessuno si sia accorto che stava arrivandoci addosso questa crisi spaventosa?”).
I meteorologi sono riusciti in questi anni a sviluppare una solida conoscenza di quali sono le cause che portano alla formazione e alla dissipazione di un tornado e oggi sono in grado di prevedere con una buona precisione l’evoluzione delle correnti atmosferiche. L’economia, a differenza della meteorologia è una scienza molto più morbida, in cui la variabilità e aleatorietà del comportamento umano e i continui feedback che esso comporta all’interno del sistema, rendono più difficile formulare previsioni attendibili.
Non ci sarebbe nulla di male se gli esperti di economia riconoscessero questi limiti e adeguassero la portata delle loro considerazioni e dei loro pareri. In realtà, avviene esattamente il contrario. I meteorologi raramente si spingono a fare previsioni che superano le 2/3 settimane e le previsioni su cui esprimono un intervallo di confidenza al 90% si sviluppano nell’arco di 3 giorni. Gli economisti, al contrario, pur in presenza di un contesto di studio più aleatorio, continuano a formulare previsioni con intervalli di confidenza al 90% su base annua e frequentemente si spingono a formulare previsioni a 20, 30 e 50 anni (L’OCSE si è recentemente lanciata in una previsione al 2060 in base al quale la Cina produrrà il 28% del PIL della Terra contro il 17 di oggi, gli Stati Uniti scenderanno dal 23 del 2012 al 16%, l’India dal 7 salirà al 18%.).
Silver, ad esempio, riporta nel suo libro i dati previsionali del Survey of Professional Forecaster a partire dal 1968. L’analisi evidenzia che il valore reale del PIL di ogni anno preso in esame esce dall’intervallo di previsione (al 90%) quasi la metà delle volte. Ciò consente all’arguto autore di prendere sonoramente in giro gli esperti di economia: “Quando sentite la notizia che il PIL crescerà del 2,5% nel corso del prossimo anno, significa che potrebbe invece crescere facilmente anche allo spettacolare tasso del 5,7%, o cadere allo 0,7%.”
Il Segnale e il rumore è quindi un libro da leggere per capire i limiti delle possibilità previsionali e saper distinguere tra approcci e modelli previsionali efficaci e approcci e modelli farlocchi. La dimensione del testo (oltre 600 pagine) può forse spaventare, tuttavia molti capitoli sono tematici e quindi è possibile saltare alcune parti che si ritengono meno interessanti (io ad esempio l’ho fatto con il capitolo interamente dedicato al poker…).
Buona lettura!

2 thoughts on “Letture – Il Segnale e il Rumore

  1. Dear Alessandro,

    Please, may I use Figure 2 of your contribution in E:Co vol. no 14, 2012?
    I would be very grateful for that.

    Regards, from

    Ton Jorg
    Author of “New Thinking in Complexity”, published by Springer Publishers in 2011.

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