Letture – Vita e Natura una Visione Sistemica

vita e naturaHo finito di leggere Vita e Natura – Una Visione sistemica (Fritjof Capra e Pier Luigi Luisi)  poco prima delle vacanze estive (le dimensioni del volume sconsigliavano di metterlo in valigia…). E’ stata una lettura a tratti entusiasmante e ricca di spunti interessanti anche se in alcune parti impegnativa.

Vita e Natura è senza dubbio un libro che mancava e di cui si sentiva il bisogno. In un mondo che continua dissennatamente a premiare le conoscenze iperspecialistiche, penso sia importante educare ad una visione sistemica della realtà e della conoscenza. Le ricette e le soluzioni degli specialisti nascono infatti spesso in un alveo epistemologicamente riduzionista che ne riduce l’efficacia e le rende insostenibili.  Come sottolineano Capra e Luisi: “Con l’avanzare del XXI secolo sta diventando sempre più evidente che i problemi cruciali della nostra epoca – energia, ambiente, cambiamento climatico, sicurezza alimentare, sicurezza finanziaria – non possono essere studiati e capiti separatamente, in quanto sono problemi sistemici, vale a dire sono tutti interconnessi e interdipendenti.”

Oggi non esiste una diffusa cultura dell’interdipendenza e dell’interconnessione. La maggior parte dei fenomeni (sociali, economici, politici, biologici) continuano ad essere studiati separatamente portando a conoscenze sempre più approfondite e analitiche del particolare ma anche a cecità e incomprensione degli effetti sistemici delle parti sul tutto.

Il pensiero sistemico mira a vedere le interconnessioni nascoste, mira a trovare soluzioni sostenibili, a concentrarsi sulle cause e non sui sintomi. Sistema deriva infatti da dal greco syn + histanai (“mettere insieme”). Comprendere le cose sistemicamente significa letteralmente metterle in un contesto, stabilire la natura delle loro relazioni. Significa contestualizzare la conoscenza.

Vita e Natura di Capra e Luisi porta il letture a scoprire cosa significa adottare un approccio sistemico in diversi campi del sapere: dalla medicina alla biologia, dall’economia al management, dalla sociologia ai processi cognitivi.

Il punto di partenza del libro è lo shock subito dalla scienza del XX secolo quando ha intuito di non poter comprendere i sistemi viventi attraverso meri approcci di tipo analitico. Quando ha appreso che le proprietà delle parti non sono proprietà intrinseche, ma possono essere comprese solo all’interno del contesto della totalità più ampia.

E’ stato il filosofo C.D. Broad che nei primi anni ’20 ha coniato il termine “proprietà emergenti” per definire quelle proprietà che emergono ad un certo livello di complessità, ma non esistono ai livelli inferiori. Quando, ad esempio, gli atomi di carbonio, ossigeno e idrogeno si legano in un certo modo, formando lo zucchero, il composto che ne risulta ha un sapore dolce. Questa dolcezza, come sottolineano gli autori, non risiede né in C, né in O, né in H. Risiede invece nello schema che emerge dalla loro interazione. Si tratta di una proprietà emergente.

Inoltre, la dolcezza non è una proprietà dei legami chimici. Essa, infatti, è un’esperienza sensoriale che sorge quando le molecole di zucchero interagiscono con la chimica delle nostre papille gustative che, a loro volta, attivano in un determinato modo una serie di neuroni. L’esperienza della dolcezza emerge quindi da quell’attività neurale.

Se fisica, biologia e neuroscienze hanno fatto enormi passi avanti nella visione sistemica della realtà, così non si può dire per altri ambiti quali l’economia, la finanza e il management.

Istruttive sono le parole degli autori: “I complessi strumenti finanziari che sono al cuore della crisi del credito sono stati pensati da matematici e fisici che usavano modelli informatici per ricostituire i prestiti inaffidabili in modo da riuscire a eliminare la maggior parte dei rischi. I loro modelli però si sono rivelati sbagliati, poiché i fisici e i matematici non sono esperti di comportamento umano e il comportamento umano non può essere modellizzato matematicamente. Nei loro incauti sforzi, essi hanno seguito una lunga tradizione di economisti che modellavano il comportamento dei consumatori considerandoli attori razionali ed egoisti che competono con gli altri per massimizzare il proprio guadagno. Questi modelli miopi, dei quali l’ingrediente principale è l’avidità pura, sono mere caricature del vero comportamento umano e dunque il loro fallimento non stupisce” (Capra e Luisi, 2014).

E ancora a proposito delle teorie organizzative: “I principi della teoria classica del management sono stati così incorporati nel modo in cui gli amministratori pensano alle organizzazioni che per la maggior parte di loro la progettazione delle strutture formali, connesse da linee precise di comunicazione, coordinamento e controllo, è diventata quasi una seconda natura. Questo abbracciare in modo prevalentemente inconsapevole l’approccio meccanicista al management oggi è diventato il principale ostacolo al cambiamento organizzativo” (Capra e Luisi, 2014).

 Consiglio di leggere Vita e Natura a tutti gli appassionati di complessità e a coloro interessati a comprendere la nuova concezione sistemica della realtà e le sue implicazioni nei diversi ambiti disciplinari.

Ringrazio infine Aboca che nell’ambito delle sue International Lectures on Nature and Human Ecology, ha deciso di pubblicare in Italia il testo “The System view of Life” pubblicato originariamente da Cambridge University Press (2014).

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