Resilience skills

06 2015La Complexity Management Summer School 2015 si focalizzerà sul tema della resilienza. L’iniziativa, organizzata dal Complexity Institute in collaborazione con Newton Management Innovaton, il Complexity Education Program dell’Università Sapienza di Roma,  l’University of Applied Sciences and Arts of Southern Switzerland (SUPSI) e Imola Informatica, si terrà dal 28 agosto al 6 settembre 2015 a Spoleto.

Il numero di giugno de L’Impresa  dedica ampio spazio al tema. L’articolo “Le strategie dormienti, scritto da alcuni docenti della CMSS, presenta una panoramica generale sul tema della resilienza in ambito manageriale.

Di seguito l’incipit dell’articolo:

Aumento di complessità, interconnessione, imprevedibilità, volatilità: non sono più parole riservate solo ad esperti nei dibattiti su economia e mercati finanziari, ma sono sempre più parte del nostro linguaggio comune. Un’altra parola si sta diffondendo fuori dalle aule universitarie, e questa parola è “resilienza”. Fino a non molto tempo fa, si preferiva parlare di “resistenza”, spesso correlata a concetti come capacità di sopportare le avversità e riuscire a sopravvivere.

Saper resistere è una capacità riservata a pochi: solo coloro che sono dotati di forza, di coraggio, di solidità sono in grado di far fronte alle avversità e di resistere agli urti della vita. Per resistere è necessario rendere robuste le proprie strutture rispetto a rischi prevedibili, ed il metodo spesso seguito è quello di irrigidirle.

Il paradosso, sempre più evidente in questi ultimi anni, è che le strutture più robuste nei confronti dei pericoli prevedibili si dimostrano essere le più fragili di fronte a situazioni impreviste. John Doyle, scienziato del California Institute of Technology, ha coniato il termine “robust-yet-fragile” (“robusto-ma-fragile”) o “RYF” per descrivere l’architettura di sistemi di questo tipo, in grado di resistere di fronte ai pericoli previsti ma estremamente fragili rispetto a minacce impreviste. I sistemi RYF sono quelli più diffusi nel nostro ambiente economico e sociale: sono efficienti ed affidabili, spesso dando l’illusione di poter durare per sempre.”

Chi volesse proseguire nella lettura può scaricare l’articolo qui.

Per il programma completo e l’iscrizione alla CMSS 2015 rimando al sito del Complexity Institute.

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