Letture – Economics 2.0

Consiglio vivamente di leggere Economics 2.0 a tutti coloro che volessero vederci più chiaro sulle attuali dinamiche economiche. La crisi degli ultimi anni ha riempito i quotidiani di numerosi riferimenti economici – si pensi ad esempio all’uso del termine “subprime” o dell’attualissimo “spread”, contribuendo a puntare i riflettori dell’opinione pubblica su questo tema. L’economia oggi pesa più della politica, i giornali danno ampio spazio ai temi economici, c’è una continua rincorsa ad intervistare guru ed esperti per avere un loro parere su come uscire dalla crisi e innescare la crescita, ma la sensazione è che ognuno dica un po’ la sua, non ci si quindi una vera e propria scienza economica a cui appellarsi oggettivamente e su cui far leva per uscire da questo difficile periodo.

Economics 2.0 spiega molto bene perché accade questo. Non a caso nell’introduzione viene riportata una considerazione provocatoria: L’economia è l’unica disciplina in cui due studiosi hanno preso il premio Nobel per essere arrivati a conclusioni diametralmente opposte.”

Dopo aver messo in evidenza i principi dell’economia classica, Haring e Storbeck, i due autori, descrivono i contributi che due nuovi metodi scientifici stanno dando all’economia: mi riferisco alla teoria dei giochi e all’economia sperimentale.

Il libro è suddiviso in 14 capitoli che toccano molti argomenti di attualità. Si possono trovare quindi riflessioni molto utili per capire gli andamenti della Borsa (molto bella la citazione di Keynes che paragona la Borsa ad un concorso di bellezza in cui i giurati potrebbero intascare una ricompensa quando la loro candidata preferita riceve il maggior numero di voti e di conseguenza, non votano per la concorrente che reputano più bella, ma per quella che ritengono sarà più apprezzata dagli altri giurati), le conseguenze dei processi di cartolarizzazione, i limiti dei modelli di risk management basati sulla curva gaussiana e i comportamenti delle agenzie di rating e relativi effetti autoavveranti sull’economia.

Economics 2.0 è un libro molto utile, scritto in maniera semplice e ricco di esempi concreti che ci consente di fare un passo avanti nella comprensione di ciò che sta avvenendo nel mondo o, perlomeno, di darci gli strumenti critici e argomentativi per non cadere vittima di demagoghi dell’ultima ora o di sapientoni che ora sanno scrivere libri su come uscire dalla crisi ma hanno fatto ben poco per arginarla quando avrebbero potuto.

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Buone Feste

Newton questo Natale ha deciso di sostenere Libera.

Auguri di cuore di buone Feste e di uno splendido 2012 a tutti i lettori di questo blog.

Alessandro

Buone vacanze

Quando la ricerca è in certe mani

Sappiamo che in Italia si investe poco sulla ricerca, ma anche spendendo percentuali del PIL paragonabili a quelle degli USA non otterremo un bel niente se ai vertici della ricerca italiana restano personaggi come Roberto De Mattei.

Massimo Gramellini sul Buongiorno di ieri pubblicato su La Stampa ha messo in evidenza una notizia che avrebbe meritato molto più risalto rispetto a quello avuto dai media. Roberto de Mattei,  vice presidente del Centro Nazionale delle Ricerche (CNR) con delega per le scienze umane (sic!)  ha spiegato dai microfoni di Radio Maria che lo tsunami giapponese «è stata un’esigenza della giustizia di Dio» e che «per i bimbi innocenti morti nella catastrofe accanto ai colpevoli» (ma colpevoli di che? Si chiede giustamente Gramellini) si è trattato di «un battesimo di sofferenza con cui Dio ha inteso purificare le loro anime».

Ancora adesso rileggendo questa affermazione continuo a pensare che sia uno scherzo. Non può essere realmente accaduta una cosa simile. Con quale coraggio l’Italia, il Governo, il  glorioso CNR possono accettare che a rappresentare la ricerca italiana sia un simile personaggio?

Nel 2008 l’eminente Prof. De Mattei ha scritto un libro:  “Il CNR e le scienze umane: una strategia di rilancio”. Non ho letto il libro, ma anch’io ho qualche idea su come rilanciare il CNR:  ottenere le immediate dimissioni dell’attuale vice presidente.

Non ho altre parole e purtroppo, mi duole dirlo, ho pochissime speranze. Rimando al pungente Gramellini che meglio di me sa descrivere questo fatto vergognoso.

Auguri Italia

Per una volta lasciamo perdere la complessità

A Natale non abbiamo bisogno di complessità ma di semplicità.

I miei più sentiti auguri di buone Feste a tutti.

Metodo europeo per affrontare la complessità: l’Italia come best practice

Dopo i recenti episodi mondiali di annullamento di gol validi per svista arbitrale la Federcalcio Europea ha deciso di estendere la sperimentazione dei due arbitri aggiuntivi di porta dall’Europa League alla Champions League. La filosofia è semplice: se aumentano gli errori devono aumentare i controllori. Ad oggi siamo a sei: un arbitro, due giudici di linea laterale, il fantomatico “quarto uomo” e i due nuovi giudici di porta. Se la complessità del gioco aumenterà sono pronti ad entrare in campo nel triennio 2013-2015 il giudice di appello dei calci di rigore, la cassazione per la giusta espulsione, il comitato dei saggi per il fair play in campo,  l’ufficiale giudicante delle corrette condizioni meteo e il supremo giurì per appellarsi alle decisioni arbitrali sui quali un terzo degli organi giudicanti esprime un disaccordo.